{"id":2,"date":"2013-05-10T07:23:44","date_gmt":"2013-05-10T05:23:44","guid":{"rendered":"http:\/\/working.tecsia.it\/operabasketclub\/?page_id=2"},"modified":"2019-02-15T16:49:47","modified_gmt":"2019-02-15T15:49:47","slug":"pagina-di-esempio","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.operabasketclub.it\/?page_id=2","title":{"rendered":"La storia"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">E&#8217; il 1967, siamo all&#8221;oratorio di Opera, \u00e8 inverno. Alcuni ragazzi parlano, altri svolgono l&#8221;allenamento di football nel vicino campo sportivo, altri, scagliano un pallone contro un ferro da basket. Sono piuttosto grezzi, ma per niente svogliati, ed \u00e8 proprio dall&#8217;entusiasmo di questi liceali che Ettore Armanini trae un&#8217;idea: una squadra di pallacanestro. Idea per niente banale e tutt&#8217;altro che semplice. Dagli Stati Uniti giungevano voci vaghe, quasi leggendarie, su squadre straordinariamente forti, i cui giocatori saltavano in alto, addirittura fino al ferro, e ancora sopra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un&#8217;iniziativa coraggiosa quella di far partire da zero uno sport, la pallacanestro, che in Italia non aveva ancora una tradizione forte e che, soprattutto, non godeva di grande divulgazione. Casalino, Tavazzani, Torselli erano studenti che avevano assaggiato il pallone a spicchi ben poche volte a scuola e che ora erano disposti a prendere questo pionieristico impegno. Tuttavia \u00e8 presto per parlare di Opera Basket Club.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella primavera del 1967 esisteva ad Opera soltanto il campo dell&#8221;oratorio: due canestri all&#8217;aperto e un fondo di ruvido catrame. La squadra appena formatasi entr\u00f2 quindi a far parte della Juventus Opera, l&#8217;associazione calcistica dell&#8221;oratorio. Essa assicurava le tasse d&#8221;iscrizione al campionato, la parrocchia offriva i palloni e l&#8221;acqua calda per gli allenamenti serali. C&#8217;erano le basi per cominciare l&#8221;attivit\u00e0 agonistica che inizio nel 1968con il campionato C.S.I. Dopo quattro gare l&#8221;allenatore, Ettore Armanini, annot\u00f2 le percentuali al tiro e i canestri segnati da ogni componente della squadra: 110 punti in quattro gare (forse \u00e8 cambiato qualcosa rispetto ai punteggi di oggi !!) dove spiccano i 26 di Tom Montanari, i 20 punti di Cipolla e i 18 punti di Attilio Anelli. Naturalmente l&#8221;entusiasmo pubblicizz\u00f2 l&#8221;attivit\u00e0 cestistica operese. Arrivarono dunque nuovi &#8220;acquisti&#8221;, nomi noti a chi frequenta le palestre operesi: Bonvini, Deferrara, Campagnoli, Galmozzi, Isola e altri giovani sportivi dalle scarpe di tela che si integrarono al gruppo per avviarsi al primo campionato F.I.P. di prima divisione della storia della societ\u00e0. Siamo nel 1970, si gioca ancora all&#8221;aperto; facce rosse, fiato che si gela in gola e il cemento che graffia il pallone e le ginocchia;la societ\u00e0 ha appena tre anni, gi\u00e0 cammina bene e fa sentire la sua voce tanto da ottenere 11 vittorie su dodici incontri nel campionato. Un bimbo promettente dunque. Ma per crescere bene occorreva qualcosa in pi\u00f9: un tetto, un buon fondo su cui giocare e un po&#8221; d&#8221;autonomia. Il travagliato completamento della palestra di via Dante permise alla societ\u00e0 di non dipendere troppo dalle esigenze oratoriali e allargare quindi l&#8221;attivit\u00e0 cestistica ad una pi\u00f9 ampia fascia d&#8221;et\u00e0. Poi due nomi si intrecciarono nella storia operese e in quella della societ\u00e0, che al tempo cresceva ancora sotto l&#8221;ala della Juventus Opera: Don Michele e il sindaco Longoni, i quali si rivelarono importanti per i destini della pallacanestro. Il sindaco Longoni ebbe la meglio nell&#8221;accordo con Don Michele per definire l&#8221;affitto della palestra e la Juventus, decise il taglio della pallacanestro &#8220;per motivi economici&#8221;. Da allora le sorti della societ\u00e0 furono nelle mani di Guido Pelinghelli e Piercarlo Dosi. Era il 1977 quando l\u2019Opera Basket Club entr\u00f2 nella palestra di via Dante: il suono dei palloni contro il fondo verde, il calore stagnante espulso dai condizionatori. Per i pi\u00f9 giovani la voglia di giocare era il riflesso delle partite dei ragazzi pi\u00f9 grandi, e della prima squadra, che nell&#8221; 88-\u201989 disput\u00f2 il primo Campionato di Promozione nel girone di Pavia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allora tuttavia il minibasket era ancora legato al Centro Olimpia, cui l&#8221;Opera Basket Club forniva gli allenatori. All&#8221;et\u00e0 di undici &#8211; dodici anni i ragazzi passavano a far parte della societ\u00e0 biancoverde, e incominciavano ad usare la parola &#8220;coach&#8221;. Nel 1994 il Centro Olimpia abbandona la direzione del minibasket, adesso completamente nelle mani dell&#8221;Opera Basket Club. Nella stagione 2004 &#8211; 2005 disputa il primo campionato regionale di serie D ed ottiene subito la promozione nella categoria superiore. Nella stagione 2005 &#8211; 2006 disputa il primo campionato regionale di serie C2.<br \/>\nOgni riga scritta su queste pagine, ogni volta che la rete si muove quando un pallone la attraversa, ogni sconfitta, tutte le vittorie, ciascun infortunio, gioia e rammarico sono state create decine di anni fa e continuano a rinnovarsi.<br \/>\n\u00c8 cos\u00ec difficile oggi avere delle idee ma quella del Basket ad Opera \u00e8 un&#8217;idea che va mantenuta con ogni tiro a canestro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E&#8217; il 1967, siamo all&#8221;oratorio di Opera, \u00e8 inverno. Alcuni ragazzi parlano, altri svolgono l&#8221;allenamento di football nel vicino campo sportivo, altri, scagliano un pallone contro un ferro da basket. 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